Mi presento

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Foto recenti

Vedi altri media

Categorie

Commenti recenti

Archivio

Link amici

Credits

Contatore visite

Ricomincio da..
C'è un chiaro filo conduttore che lega le Dustbowl Ballads di Woody Guthrie alle Seeger Sessions di Bruce Springsteen. Un lungo percorso a ritroso riporta il Boss alle origini, dall'epica acerba del giovanotto 24enne di Greetings from Asbury Park, N.J. al rabbioso rock&roll del fortunato Born to run, dal declino del delirio anni Novanta alla fuga introspettiva di The ghost of Tom Joad, con la pesante eredità di un Guthrie che comincia a fare capolino fra gli accordi. Poi la rinascita, il trionfo evocativo di The rising, l'intimismo di Devils&Dust e la chiusura del cerchio del capolavoro assoluto We Shall Overcome. Un lento ritorno alle origini, dunque, agli inni spiritual dei contadini afroamericani del Sud, all'America dimenticata degli operai neri nelle fabbriche del grande sogno industriale. C'è l'Oklaoma home dei lavoratori migranti nelle terre dell'Ovest, la denuncia sociale, la lotta per i diritti civili. E' qui che l'eco delle Dustbowl ballads si fa sentire con tutta la sua potenza evocativa. Come il cantautore di Okemah anche Springsteen raccoglie piccoli momenti di vita e li racconta con il linguaggio della gente comune, collezionando istantanee di un'America minore. "In fondo, sono come un fotografo senza macchina fotografica", suggerisce lo stesso Guthrie nella sua celebre autobiografia, mentre chitarra in spalla percorre le sterminate pianure del sud dove fra tempeste di polvere e vagoni merci stracolmi di disperati nascono i personaggi delle sue storie. Come Dustbowl Ballads, anche We Shall Overcome The Seeger Sessions non è un semplice disco folk. E', a suo modo, un piccolo ritratto dell'altra America, quella che lo smemorato mainstream e la cultura dominante del distacco hanno violentemente relegato allo sgabuzzino della storia e al più subalterno dei ruoli.
Postato 09/10/2006
alle ore 03:16
permalink | Leggi i commenti
Categorie del post: musica, folk Grazie per i vostri commenti|commenti