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Per chissà quale strano scherzo del destino, il giorno del mio compleanno coincide quasi sempre con una delle serate (in questo caso quella inaugurale) del Pisa Folk Festival. Circostanza che, in qualche modo, rafforza il mio attaccamento a questa piccola creatura che ho visto crescere pian piano di pari passo con la mia carriera universitaria.
Non so cosa aspettarmi da questi miei ventisette anni. Domani daremo finalmente il via alle danze e per adesso preferisco pensare alla musica. Almeno stanotte.

Buon divertimento

..buon compleanno
Postato 27/05/2008
alle ore 22:11
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Pisa Folk Festival 2008
Come raggiungere i luoghi degli spettacoli

28, 29, 30 maggio
Polo Didattico Carmignani, Piazza dei Cavalieri

Si tratta di una grande struttura con aule da 300 posti dotata di tutti i servizi e ottima acustica, adiacente alla Scuola Superiore Normale di Pisa e situata in una delle piazze più importanti della città. Vi si esibiranno i suonatori de La leggera, Otello Profazio e gli zampognari lucani.


Visualizzazione ingrandita della mappa

31 maggio, 1 giugno
Piazza Gambacorti

Per le esibizioni musicali all'aperto dei sardi Cordas et Cannas e dei salentini Alla Bua abbiamo scelto la suggestiva cornice storica di Piazza Gambacorti, meglio conosciuta ai pisani come "Piazza della Pera".


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Postato 26/05/2008
alle ore 01:47
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Ebbene si. Anche quest'anno il tradizionale classico della primavera pisana è alle porte. Ma la grande festa del Pisa Folk, come sempre, non è tale senza i consueti imprevisti della vigilia.
La proroga, da parte dei tecnici incaricati dal comune, della consegna dei lavori al Giardino Scotto, ci ha costretti a spostare in Piazza Gambacorti (Piazza della Pera per i pisani) la location dei concerti del 31 maggio e 1 giugo. Una nuova, inaspettata cornice storica farà quindi da sfondo alle esibizioni all'aperto dei sardi Cordas et Cannas e dei salentini Alla Bua, per un effetto scenico che non mancherà di sorprendere i tanti appassionati che ogni anno gremiscono il parterre del festival, abituati alla consueta atmosfera festosa dell'Arena Grande che da sempre ospita le serate finali della rassegna. Quindi, palco nuovo, service nuovo e attrezzature più adatte a una piazza del centro storico che all'immenso spazio aperto dello Scotto.
Con un non indifferente aggravio di costi e di impegno organizzativo, cercheremo di fare di necessità virtù.

Aramirè a PisaGli Aramirè - Compagnia di Musica Salentina all'Arena Grande Giardino Scotto, Pisa Folk Festival 2004


Nel frattempo, sul soffice tappeto ovattato del prato al di là della città, fra i pioppi e le betulle dei giardini sotto l'arco di San Zeno, svolazzano colonie di lucciole. Tante minuscole lanternine luminose si aggirano fra le tenebre e regalano poesia alle notti della città.

primavera 2008 134Il giardino delle lucciole
Postato 17/05/2008
alle ore 18:08
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Mentre la primavera appena iniziata si concede una piccola tregua con qualche giornata di spiccata variabilità, il mio improvvisato orto sul balcone comincia a regalare i primi frutti dell'anno. Cicoria triestina da taglio, prezzemolo e rucola danno bella mostra di sè nei vasi, praticamente già pronti per la raccolta.
la rucolaQuanto agli ortaggi, ho quasi ultimato i trapianti dei fusticelli spuntati dalle semine di marzo. Peperoncini cayenna, pomodori a grappolo e ciliegini hanno trovato posto in ciotole larghe o vasi profondi. Per le enormi zucche e gli zucchini striati pugliesi ho optato per il trasferimento in orto, sfruttando il poco spazio rimasto libero nel fazzoletto di terra condominiale ai piedi dell'appartamento nel quale mi sono da poco trasferito. Sono perfino riuscito a ricavare una piantina di un certo carosello scopatizzo barese, una strana varietà di cetriolo molto diffuso dalle mie parti. Credo che toccherà presto anche a lui trasferirsi in piena terra in compagnia delle altre cucurbitacee.
Discorso a parte per le aromatiche. La piantina di nepitella acquistata nel mercato rionale del centro è andata distrutta dai ristagni d'acqua sul fondo del vaso, rimasto all'aperto durante un violento aquazzone. Sopravvive, senza infamia e senza lode, priva però di qualsiasi particolare slancio vitale la menta bianca, che giace con aria perplessa in un grosso vaso, in attesa diil prezzemolo non so cosa. Uno dei due steli di piperita che avevo ottenuto per talea da una pianta singola ha attecchito e cresce rigoglioso contorcendosi come un serpente alla ricerca di luce, mentre l'altro sembra addormentato in un perpetuo letargo. Il rosmarino che tenevo al riparo in camera stava per fare la stessa fine della nepitella e ho pensato bene di trasferirlo in orto a prendere aria e luce con un provvidenziale intervento di urgenza. Qualche piccola pianta di basilico sembra aver attecchito dopo il disastro dei trapianti da semenzaio a vaso. Tutto questo mentre l'origano La cicoria triestinacresce rigoglioso e reclama la sua abbondante dose d'acqua giornaliera e il timo e la lavanda vengono lentamente su. Di questo passo, immagino che riuscirò a ricavarci delle bellissime piante la prossima primavera.
Postato 14/05/2008
alle ore 02:28
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Anche quest'anno, il Pisa Folk Festival torna in grande stile con un programma all'insegna della qualità e della festa. Per cinque giorni (dal 28 maggio al 1 giugno) i ritmi e le note della tradizione riecheggieranno fra le aule universitarie e le strade della città per quello che è ormai diventato a tutti gli effetti "un classico della primavera pisana".

Il programma:

Pisa Folk Festival 2008
28 maggio - 1 giugno

Negli ultimi anni in Italia si è sviluppato un vero e proprio “movimento” di recupero e riproposizione delle musiche della tradizione popolare. Questo fenomeno, sviluppatosi al di fuori dei canali ufficiali di diffusione musicale, coinvolge ormai migliaia di persone, che ritornano agli strumenti e ai ritmi della tradizione, spesso ripartendo dal contatto con gli anziani “cantori” ancora presenti.
Giunto alla sesta edizione, il Pisa Folk Festival propone anche quest’anno una serie di esibizioni musicali che mettono a confronto Otello Profazio, il grande “patriarca” del folk revival nazionale, alcuni gruppi che tematizzano un legame stretto con le forme della musica tradizionale, e altre esperienze che incrociano linguaggi musicali di diversa estrazione.

28 maggio - Polo didattico “Carmignani”, piazza dei Cavalieri

presentazione del volume con cd allegato:
Al di qua del Poggio. Canti di tradizione orale ricordati e interpretati nel territorio di Pelago
di Marco Magistrali, Edizioni Comune di Pelago

concerto de Suonatori della Leggera
Canti e sonate di tradizione orale della Val di Sieve
Formazione musicale e canterina instabile nella quale si alternano o si intrecciano fisarmonica, organino, violino, clarino, chitarra, basso tuba, trombone, gnacchere e voci. E’ parte dell’Associazione Culturale la leggera che da più di dieci anni conduce campagne di ricerca etnomusicologica in Val di Sieve, Casentino e Valdarno fiorentino (Toscana), sotto la guida di Marco Magistrali. Il repertorio appreso negli anni dai suonatori e cantori anziani è quello della cultura orale contadina che continua a venir tramandato in queste valli e spazia dal canto al canto a ballo, alle sonate per il ballo all’antica.

29 maggio - polo didattico “Carmignani”, piazza dei Cavalieri


presentazione del libro con cd doppio:
Otello Profazio. A viva voce
a cura di M. De Pascale, Squilibri, Roma 2007

concerto di
Otello Profazio
il cantastorie del Sud
(ospite speciale: Nicola Scaldaferri)
Vero e proprio antesignano del folk-revival in Italia, l’artista calabrese da più di mezzo secolo costituisce un fenomeno unico nel panorama della musica popolare. Quando Profazio iniziava la sua carriera artistica, il festival di Sanremo contava infatti tre anni di vita, i dischi erano a 78 giri e la televisione non era ancora nata. Dell’Italia vera, ingombra delle macerie della guerra e flagellata da un’emigrazione biblica, poco o nulla trapelava nelle canzoni dell’epoca, dominate da amori struggenti e “papere e papaveri”. Dal suo esordio discografico, ‘U ciucciu, Profazio ha proseguito in una carriera originalissima che, nel corso dei decenni, si è mantenuta sempre fedele alla sua vocazione originaria. La fantasia visionaria delle storie e leggende del Sud, il fatalismo di contadini traditi dalla storia hanno così trovato un moderno cantastorie capace di coniugare impegno e ironia ma anche di esaltare pagine di grandissima poesia, come è avvenuto soprattutto nella collaborazione con Ignazio Buttitta. Nell’incontro con il grande poeta siciliano confluivano i temi di un’irripetibile stagione di impegno meridionalistico inaugurata da Carlo Levi con Cristo si è fermato a Eboli. Il dramma dell’emigrazione, le lotte dei braccianti per la terra e il flagello della mafia entravano a far parte del repertorio del canto popolare, in una concezione viva e attuale e non più sterilmente museale del folklore. L’appassionata fede comunista dell’uno e l’individualismo libertario dell’altro si combinavano alla perfezione nel segno di una convinta adesione all’immaginario popolare e della comune passione per il mondo dei cantastorie.
Comunque la dimensione più autentica di Otello, cui neanche i dischi migliori rendono interamente giustizia, è proprio quella del concerto con cui questo irriducibile individualista ha incontrato le comunità di emigranti sparsi ai quattro angoli della Terra e ha tratto ispirazione per le sue cose migliori, in un scambio ininterrotto con il pubblico che perdura tuttora in un susseguirsi di spettacoli superiori ancora oggi a quelli delle più celebrate formazioni del momento.
Il concerto – che vedrà Profazio accompagnato dall’etnomusicologo e polistrumentista Nicola Scaldaferri, sarà aperto dalla presentazione di un volume con due cd allegati che, con una lunga intervista, un’antologia di scritti dedicati alla sua opera da autori come Carlo Levi, un ricco apparato di immagini e un’ampia selezione del suo repertorio contenuta nei due cd allegati, ripercorre la carriera di questo straordinario interprete delle tante anime del Meridione.

30 maggio - polo didattico “Carmignani”, piazza dei Cavalieri

presentazione del libro con cd:
Nel paese dei cupa-cupa. Suoni e immagini della tradizione lucana
di Nicola Scaldaferri e Stefano Vaja, Squilibri, Roma 2006
Concerto per zampogne: Alberico Larato, Alessandro Mazziotti, Nicola Scandaferri, Quirino Valvano

Un’immersione nei suoni di tradizione della Basilicata per novene, serenate e festa da ballo, con particolare riferimento ai repertori processionali dei diversi pellegrinaggi in cui si formano piccole orchestre di ance -a chiave, surdulina, ciaramella e doppia ciaramella- accompagnate da altri strumenti tradizionali, dal tamburello alla bottiglia percossa ritmicamente con una chiave.

31 maggio - Arena Grande Giardino Scotto, ore 22

Cordas et Cannas
tradizione e innovazione della musica sarda

Il gruppo Cordas et Cannas nasce ad Olbia nel 1978-1979 dall’incontro di musicisti con percorsi musicali differenti, ma con intenti precisi. Essi operano nella rivalutazione della musica in limba dei poetas et cantadores sardi, realizzando una lunga serie di concerti in tutta la Sardegna. Lo stile musicale degli esordi si è gradatamente evoluto verso un approccio che avvicini la tradizione sarda alla sensibilità musicale delle nuove generazioni.
La collaborazione periodica con artisti dell’area Jazz (Paolo Fresu e Antonello Salis) dimostra la flessibilità dei Cordas nel trattare, in tempi non sospetti, la musica Sarda in forma aperta ad altre culture, ottenendo affascinanti risultati ed individuando ulteriori possibilità di confronto sul piano internazionale. Nell’anno 1997 hanno partecipato al festival Womad fondato da Peter Gabriel a Reading, dove hanno riscontrato un ottimo consenso da parte del pubblico e dell’organizzazione. I Cordas et Cannas hanno eseguito concerti (feste popolari, festivals, teatri) durante gli ultimi 15 anni in Sardegna, Continente, Europa e in Usa, fra cui: Scozia, Irlanda del nord, Inghilterra, Galles, Olanda, Isole Shetland, N.York, New Jersey, Francia, Canada, Australia, Colorado e Argentina.

1 giugno - Arena Grande Giardino Scotto, ore 22

Alla Bua
i ritmi travolgenti della pizzica salentina

Gli Alla Bua nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si sono formati tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto a Santu Lazzaru, nelle tipiche feste nelle curti fatte di vino, voci spiegate e incessabili tamburelli. Qui si sono uniti i componenti, ragazzi provenienti da vari paesi del Salento, con la comune coscienza di sentire propria l’eredità della musica popolare, appresa direttamente nelle proprie case, con la grande passione di suonarla, di tramandarla e di divulgarla. Alla Bua è una locuzione raccolta presso anziani del sud Salento, che la utilizzavano come ritornello per accompagnare i canti di lavoro o d’amore. Alla Bua starebbe per medicina alternativa, altra cura. E’ in questo concetto che si concretizzano lo spirito e il suono del gruppo. La cura: nel passato, quella contro il morso velenoso della leggendaria taranta, quella di una società stremata dalle difficoltà e dalla povertà; oggi, similmente, contro la frenesia e la piattezza della società moderna, una cura a suon di pizzica-pizzica, danza forte, calda e liberatoria.

Organizzazione: Lista studentesca Sinistra per - Associazione Memoria delle radici
Direzione artistica: Vincenzo Santoro

Postato 11/05/2008
alle ore 17:49
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Qualità dell'esibizione decisamente al di sotto delle aspettative (non di quelle mie personali, nei confonti delle quali ero già abbondantemente prevenuto), ma grande serata. Una piazza enorme svuotata dalle auto per l'occasione e un parterre di cinquemila spettatori hanno fatto da cornice a un grande concerto dei Baustelle a ingresso gratuito, uno degli eventi clou della primavera pisana.
Come sempre, non poteva mancare il marchio di Sinistra per..

Ecco un paio di foto che ho scattato dal backstage..

Baustelle Pisa1Baustelle Pisa2














































Postato 11/05/2008
alle ore 02:11
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Puntuale come il sole all'alba, con la calda brezza primaverile che spirava ad annunciare il bel tempo, è arrivata la neve di maggio. Stamattina innumerevoli piccoli coriandoli bianchi volteggiavano nel cielo azzurro di un sabato tutto da vivere. La mia proverbiale pigrizia del week-end mi ha tenuto rinchiuso in casa a sbadigliare fino al tramonto, mentre un sole compiacente scaldava i giardini e le strade della città. Se ne sono accorti l'origano che si ergeva con rinato orgoglio primaverile sul balcone della mia camera, i piccoli germogli delle zucchine che beffarde spalancavano i dicotiledoni al sole, il prezzemolo che infestava rigoglioso il fresco terriccio che lo ospita da quasi due mesi, il pomodoro assetato che reclamava acqua da un asciutto vaso di terracotta.
Sono uscito poco dopo il crepuscolo, giacca sottobraccio per l'inevitabile ed incombente frescura della sera, con un via vai continuo di gente di fronte agli occhi ancora addormentati di un sabato tutto letargo.

Finalmente un sole che risplende: del resto non ha altra scelta, nulla di nuovo.
 
Postato 04/05/2008
alle ore 03:51
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