
A Milano i due concerti degli U2 in programma allo stadio San Siro il 7 e l'8 luglio prossimi rischiano il silenziatore. I 90 mila spettatori previsti per ciascuna delle due serate italiane del 360° World Tour dovranno stare attenti a non battere troppo forte le mani agli assoli di The Edge e a non accompagnare il canto di Bono alzando troppo il tono della voce. Pena il superamento del limite inflessibile dei 78 decibel imposto dalla ASL locale agli spettacoli di San Siro. Tanto per capire di cosa stiamo parlando, il volume medio della suoneria del vostro cellulare, da solo, arriva a superare sistematicamente i 75 decibel. Stesso dicasi per la sveglia che vi suona accanto al letto la mattina. Non parliamo poi del traffico cittadino. Una strada trafficata produce in media ben più di 70 decibel (continuamente, giorno e notte, 365 giorni all'anno). Una motocicletta che vi passa veloce sotto casa può sfiorare i 120 decibel.
La richiesta degli organizzatori del concerto di Milano consisteva nella possibilità di portare il volume del concerto da 78 a 80 decibel. Per 5 soli eventi in programma allo stadio quest'anno, un totale di 15 ore complessive di musica a stagione.
Il rifiuto da parte della ASL di concedere una deroga di soli 2 decibel per i concerti della storica band irlandese ha fatto infuriare (a ragione) non solo i promoter italiani del gruppo (che minacciano, giustamente, di abbandonare Milano quale location per i grandi eventi internazionali) ma anche lo stesso assessore alle Attività Produttive del Comune, che promette battaglia contro il bigottismo di certi comitati di quartiere.
La verità è che anche in questo campo l'Italia si conferma il solito paese delle banane. Per le strade delle nostre città si superano costantemente, giorno e notte, i limiti di inquinamento acustico considerati quali soglie di rischio per la salute umana dall'OMS. Ma contro i rumori molesti delle auto che circolano senza sosta sotto le nostre case o degli aerei che decollano continuamente da aereoporti vicinissimi ai centri abitati ben poche ASL si preoccupano. O, quantomeno, non lo fanno a tal punto da imporre una qualche forma di limitazione perentoria. Al contrario, 2 decibel in più di quanto fissato dai regolamenti, per una quindicina ore l'anno, diventano a Milano un tabù assoluto. Con una inflessibilità che finisce ovviamente per riguardare anche gli orari. E con risvolti che sanno di ridicolo. I memorabili ventidue minuti di bis non previsti al concerto milanese di Bruce Springsteen, che il 25 giugno dello scorso anno deliziarono i fan del boss con pezzi come Twist and Shout e American Land, costarono un avviso di garanzia all'organizzatore dell'evento, con tanto di rischio di condanna a tre mesi di galera. Tutto per aver staccato la spina alle 23.52 e non aver buttato giù dal palco il gruppo (una E-Street Band incontenibile e in gran forma) alle 23.30, come previsto. No, non sto scherzando. Nella città dell'Expo 2015, è proprio così che è andata.
Insomma, come nella migliore tradizione italiana, la follia schizofrenica di certe istituzioni si sostituisce alla ragionevolezza e rovina la festa a quasi 180 mila giovani che credevano di poter assistere a una grande festa del rock in una rovente serata dell'estate milanese e invece si ritroveranno catapultati nello
scenario surreale dell'astronave di un 360° World Tour al silenziatore. Chi lo spiegherà a Bono e compagni? Ssssst..!