Mentre la primavera appena iniziata si concede una piccola tregua con qualche giornata di spiccata variabilità, il mio improvvisato orto sul balcone comincia a regalare i primi frutti dell'anno.
Cicoria triestina da taglio, prezzemolo e rucola danno bella mostra di sè nei vasi, praticamente già pronti per la raccolta.

Quanto agli ortaggi, ho quasi ultimato i trapianti dei fusticelli spuntati dalle semine di marzo. Peperoncini
cayenna, pomodori a
grappolo e
ciliegini hanno trovato posto in ciotole larghe o vasi profondi. Per le enormi zucche e gli
zucchini striati pugliesi ho optato per il trasferimento in orto, sfruttando il poco spazio rimasto libero nel fazzoletto di terra condominiale ai piedi dell'appartamento nel quale mi sono da poco trasferito. Sono perfino riuscito a ricavare una piantina di un certo
carosello scopatizzo barese, una strana varietà di cetriolo molto diffuso dalle mie parti. Credo che toccherà presto anche a lui trasferirsi in piena terra in compagnia delle altre
cucurbitacee.
Discorso a parte per le aromatiche. La piantina di
nepitella acquistata nel mercato rionale del centro è andata distrutta dai ristagni d'acqua sul fondo del vaso, rimasto all'aperto durante un violento aquazzone. Sopravvive, senza infamia e senza lode, priva però di qualsiasi particolare slancio vitale la
menta bianca, che giace con aria perplessa in un grosso vaso, in attesa di

non so cosa. Uno dei due steli di
piperita che avevo ottenuto per
talea da una pianta singola ha attecchito e cresce rigoglioso contorcendosi come un serpente alla ricerca di luce, mentre l'altro sembra addormentato in un perpetuo letargo. Il rosmarino che tenevo al riparo in camera stava per fare la stessa fine della nepitella e ho pensato bene di trasferirlo in orto a prendere aria e luce con un provvidenziale intervento di urgenza. Qualche piccola pianta di basilico sembra aver attecchito dopo il disastro dei trapianti da semenzaio a vaso. Tutto questo mentre l'origano

cresce rigoglioso e reclama la sua abbondante dose d'acqua giornaliera e il timo e la lavanda vengono lentamente su. Di questo passo, immagino che riuscirò a ricavarci delle bellissime piante la prossima primavera.