Ricomincio da..
E' andata come nessuno di noi si aspettava. Non è bastato l'eccellente risultato pisano in termini di consenso portato alla lista, nè l'entusiasmo e l'impegno col quale tanti compagni della sinistra toscana mi hanno appoggiato e sostenuto. L'angosciante debolezza delle liste di sinistra sul piano nazionale, unito al cinico gioco delle preferenze individuali (le nove schede nelle urne del mio ateneo e le elezioni degli organi centrali spalmate su tre giorni non potevano che rendere tutto più complicato), ci hanno condannato anche quest'anno e messo perentoriamente fuori gioco.
Voglio ringraziare di cuore lo straordinario gruppo pisano di Sinistra per.. che mi ha permesso di vivere questa indimenticabile esperienza in giro per l'Italia, i compagni della Sinistra Universitaria di Siena per l'impegno e l'affetto, tutta la Sinistra Giovanile toscana per il sostegno incondizionato al progetto di portare finalmente una rappresentanza della nostra regione all'interno del CNSU e tutti quelli che nelle più remote facoltà del collegio hanno creduto in me e scritto il mio cognome sulla scheda. Il nostro percorso non finisce qui, una semplice sconfitta elettorale non può in alcun modo cancellare quello straordinario patrimonio di esperienze messe insieme con passione in questi giorni.
Ancora grazie a tutti, di cuore.
In una fase caratterizzata da grandi cambiamenti nel sistema universitario del nostro paese, occorre più che mai un forte rilancio del ruolo della rappresentanza studentesca in tutti i processi di riforma. Per questo motivo è necessario che ogni studente faccia sentire la propria voce recandosi ai seggi del proprio ateneo il 16 e 17 maggio prossimi, per le elezioni del nuovo Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.
La recente riforma della didattica (DM 509/99) ha sconvolto completamente il vecchio modo di vivere gli atenei da parte di docenti e studenti, aprendo di fatto la comunità accademica alle nuove sfide dell’università di massa. A tutto questo non si sono accompagnati quegli interventi necessari a rendere sostenibile un modo del tutto nuovo di concepire il sistema, con risultati che hanno generato incertezza, compromesso la qualità della didattica offerta dalle nostre facoltà e pregiudicato il valore dei titoli acquisiti dai laureati italiani.
L'attuale struttura della formazione nel nostro paese non è ancora in grado di garantire un accesso al sapere libero e di qualità per tutti. Il frenetico ricorso allo strumento del numero chiuso da parte di molti atenei e gli sbarramenti tra il primo e il secondo livello introdotti dal DM 270/04 hanno tolto il velo alla consapevolezza di essere parte di un sistema che non riesce a garantire a tutti l'accesso ai più alti livelli della formazione universitaria. La persistenza del paradossale e grottesco fenomeno degli idonei non beneficiari di borsa diventa l'emblema di un diritto allo studio incapace di soddisfare i più infimi requisiti di garanzia di accesso da parte dei più deboli.
E' arrivato il momento di restituire all'Università la necessaria centralità nella crescita civile ed economica del nostro paese. Per far questo occorre, in particolare:
- Procedere a una radicale riforma del sistema del diritto allo studio, con la necessaria previsione di livelli minimi qualitativi e quantitativi dei servizi erogati omogenei su tutto il territorio nazionale, un aumento generale dei finanziamenti per le borse di studio e il superamento dello scandaloso fenomeno, tutto italiano, degli idonei non beneficiari.
- Porre in essere un sistema di valutazione serio ed efficace, che permetta una sana attuazione dell’autonomia universitaria e una competizione verso l’alto degli atenei basata su parametri di qualità.
- Arginare le derive classiste e le insidie applicative della nuova riforma della didattica targata Moratti-Mussi (DM 270/04), limitando il più possibile il ricorso allo strumento del numero chiuso per l’iscrizione ai corsi ed eliminando qualsiasi forma di sbarramento tra il primo e il secondo livello. Contestualmente, occorre lavorare sulla sostenibilità dei curricula didattici, procedendo a una riforma delle classi di laurea che le renda più vicine alle reali esigenze dello studente, mettendo freno alla proliferazione incontrollata dei corsi di studio e alla frammentazione dei programmi d’esame. Occorre, in ogni caso, ribadire la centralità del valore legale del titolo di studio.
- Prevedere un aumento consistente dei finanziamenti agli atenei, adeguando la spesa italiana per l’Università all’attuale media europea, pari al 2% del PIL. Tutto ciò anche nell'ottica del rifiuto di qualsiasi ipotesi di aumento delle tasse universitarie a carico degli studenti
- Procedere a una generale revisione dello status giuridico del personale docente, che ne renda finalmente chiari diritti e doveri, anche mediante meccanismi di contrattualizzazione della professione di professore universitario. A tal fine occorre riformare le procedure di reclutamento e di avanzamento di carriera dei docenti, privilegiare meccanismi meritocratici nelle progressioni stipendiali, nonchè superare la precarizzazione della figura del ricercatore indotta dalla riforma Moratti.
- Riformare il sistema di governance degli atenei, individuando un ragionevole punto di incontro tra i principi di democraticità e partecipazione nelle decisioni e le necessarie esigenze di efficienza nella gestione delle strutture. Occorre aumentare e rafforzare la rappresentanza studentesca all'interno degli organi di governo e rilanciare il ruolo delle commissioni paritetiche e dei Consigli degli Studenti nell'ambito dei meccanismi decisionali alla base del funzionamento delle nostre università.
- Prevedere sgravi fiscali e particolari prerogative per le categorie svantaggiate di studenti (lavoratori, disabili, fuori sede, ragazze madri, ecc). In particolare, è necessario il riconoscimento dello status giuridico dello studente lavoratore, con apposite norme che ne facilitino l'accesso ad appelli straordinari e orari di ricevimento ad hoc.
- Incentivare la mobilità internazionale degli studenti, aumentando la consistenza dei finanziamenti per l'attivazione di progetti socrates/erasmus e di borse di studio per tesi di laurea all'estero.
- Favorire l'integrazione degli studenti con il territorio nelle città universitarie, nell'ambito di un rapporto "simbiotico" tra Comuni, Atenei e Aziende per il Diritto allo Studio. Tutto ciò anche mediante la previsione di finanziamenti finalizzati all'attuazione di iniziative quali le agenzie per la casa e le carte studenti, nonchè l'istituzione di consulte e tavoli di concertazione università-territorio. A tal fine, occorre lavorare per un serio rilancio del protocollo di intesa ANCI-CRUI-ANDISU-CNSU, siglato nel 2003 ma rimasto finora sostanzialmente inattuato nella maggior parte delle città universitarie italiane.
- Rilanciare il ruolo dello sport come fattore di aggregazione sociale di tutti gli studenti. A tal fine occorre riformare i comitati di gestione delle strutture, prevedere la costruzione di nuovi impianti e facilitare l'accesso a quelli già esistenti da parte del maggior numero possibile di studenti.
Saranno questi i temi principali sui quali si concentrerà la nostra azione propositiva e di controllo all’interno del CNSU. Per aiutarci a dare più forza alle nostre idee, chiediamo il vostro sostegno alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.
Il 16 e 17 maggio
al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari
vota:

SANTORO
* Per votare occorre barrare il simbolo della lista e scrivere il nome e cognome (o solo il cognome) del candidato.
Si vota il 16 Maggio dalle 8.30 alle 19.00 e il 17 Maggio dalle 8.30 alle 14.00. Scheda Gialla.
