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Ecco quello che abbiamo combinato lo scorso 8 ottobre a Pisa. Dopo l'assemblea che vedete ritratta nella foto alcuni dei manifestanti hanno deciso di occupare il Polo Didattico Carmignani, la grande struttura adiacente alla piazza nella quale avevo messo in programma la presentazione dell'ultimo libro di Benni. Per la cronaca, lo spettacolo si è regolarmente tenuto, in un'aula stracolma, con l'autore più che soddisfatto e di fronte a un pubblico di oltre cinquecento appassionati.
La sconcertante approssimazione con la quale i media descrivono l'intricatissimo universo delle città universitarie, con le sue criticità, virtù o contraddizioni, è emblema della superficialità che ammorba il punto di vista della politica e della società civile del nostro paese sul mondo dei giovani, così come su tutto ciò che ha a che fare con il futuro. Una campagna di stampa all'insegna del sensazionalismo a tutti i costi, infarcita di particolari morbosi e luoghi comuni, ha trasformato una tranquilla città umbra in una sorta di gomorra del sesso e della droga, dove giovani da tutte le parti del mondo sfiderebbero la noia dilettandosi in ogni genere di perversione. Paradigma, tutto ciò, del livello di degrado sociale che caratterizzerebbe la gioventù odierna, priva di valori e di punti di riferimento e come tale in preda a un'orgia morale di cui il tragico episodio di Perugia costituirebbe significativa testimonianza.
studio universitario, lungi dal presupporre analisi di tipo qualitativo, si fossilizzano su obiettivi quantitativi, come il numero di borse di studio erogate o quello (generalmente piuttosto esiguo) di posti alloggio disponibili. Il carattere dichiaratamente assistenziale del sistema impedisce interventi di più ampio respiro che, anzichè fornire sussistenza a chi giace al di sotto della soglia di povertà, si adoperino per strappare tutti gli altri dalla giungla del mercato degli affitti, offrendo servizi, spazi di libera espressione della creatività, integrazione col territorio e rappresentanza istituzionale. Interventi che contribuiscano a rendere lo studente "cittadino" a tutti gli effetti, parte integrante di una comunità anzichè mera indivualità solitaria, soggetto sociale, investimento nel futuro anzichè fardello del quale liberarsi al più presto.Ombelico del mondo universitario italiano. Pisa lo sarà per due giorni. La “Conferenza nazionale delle città universitarie” si svolge proprio nella città toscana e, dopo la giornata inaugurale metterà oggi a confronto alcune fra le realtà universitarie italiane più significative attraverso gli enti - aziende per il diritto allo studio, atenei e comuni - che hanno già realizzato progetti finalizzati all’integrazione degli studenti nel proprio tessuto cittadino.
La conferenza, organizzata dal Consiglio degli studenti dell’Università e promossa dall’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e dall’Andisu (Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario), ha come titolo “I servizi agli studenti nelle città universitarie” e si svolge nell’Aula magna del Polo Carmignani (in Piazza dei Cavalieri). “Quella di Pisa è scelta quasi naturale - spiega Antonio Santoro, presidente del Consiglio degli studenti – dato che è la città universitaria per eccellenza, con un numero di studenti altissimo rispetto al numero di residenti”.
La prima giornata si è articolata in una serie d’incontri sul tema “La costruzione di un sistema di servizi per gli studenti nelle città universitarie”. “All’iniziativa – commenta Santoro – hanno partecipato realtà universitarie provenienti da tutta Italia, non solo studenti ma anche enti per il diritto allo studio, atenei e comuni che hanno già realizzato nel loro territorio progetti miranti all’integrazione degli studenti nel tessuto cittadino ospitante, per esempio il servizio ‘Infocasa’ del nostro Dsu. La speranza è che, grazie al confronto fra città universitarie con diverse esperienze, sia possibile dare uno stimolo ulteriore alla realizzazione di progetti e servizi adeguati in un sempre maggior numero di centri universitari”.
La tavola rotonda della prima giornata dei lavori, alla quale è intervenuto anche Roberto Marino Capo Dipartimento Politiche Giovanili e Attività Sportive della Presidenza del Consiglio, è stata coordinata dal professor Angelo Baggiani, delegato ai Rapporti con gli Studenti dell’Università, che ha presentato per la prima volta in Italia un bando cofinanziato studiato appositamente per assegnare finanziamenti ministeriali ai Comuni per incentivare i servizi agli studenti. Secondo Baggiani “per attivare servizi che vadano sempre più incontro alle necessità degli studenti occorre una forte sinergia tra università, enti per il diritto allo studio e la sfera politico-amministrativa cittadina in maniera da dare un forte sostegno a quell’insieme che è la città universitaria. La situazione pisana, grazie alla collaborazione tra noi, il Dsu ed il Comune, è buona grazie al dialogo che si è sviluppato in seno alla Conferenza Università Territorio, questo ci ha spinto a convocare l’odierna conferenza per avere un confronto ravvicinato con città universitarie simili alla nostra, dunque attendiamo con interesse le relazioni degli ospiti”.
In particolare, il tema della seconda giornata è “Il diritto allo studio universitario dopo la riforma del Titolo V della Costituzione”. E’ previsto, tra gli altri, un intervento di Nando Dalla Chiesa, Sottosegretario di Stato al Diritto Studio Universitario. “E’ un modo per discutere sui progetti del governo in materia di diritto allo studio universitario- commenta Santoro, che sarà anche il coordinatore della giornata - coinvolgendo nel dibattito anche i rappresentanti delle regioni e degli enti, comuni, atenei e rappresentanze studentesche. Sarà inoltre una buona occasione per formulare proposte ed evidenziare problemi, tenendo conto del nuovo scenario aperto dalla recente riforma costituzionale. Il mio auspicio è che le istituzioni cittadine si attivino per realizzare alcuni degli obiettivi del bando cofinanziato”.
Alice Barontini
Associazione Nazionale dei Comuni Italiani
Associazione Nazionale degli organismi per il Diritto allo Studio Universitario
Comune di Pisa
Università di Pisa
Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario di Pisa
Consiglio degli Studenti dell'Università di Pisa
I servizi agli studenti nelle Città universitarie
Seminario nazionale, 8-9 ottobre 2007
Aula Magna del Polo Carmignani
Piazza dei Cavalieri
Programma
Lunedì 8 ottobre
ore 11.30
Saluti istituzionali
Paolo Fontanelli, Sindaco del Comune di Pisa
Marco Pasquali, Rettore dell’Università di Pisa
Aurelio Pellegrini, Presidente ARDSU di Pisa
Intervento di Leonardo Domenici, presidente Anci
Intervento di Pietro Brandmayr, presidente ANDISU
Pranzo
Ore 14.30
La costruzione di un sistema di servizi per gli studenti nelle Città universitarie
Presiede Roberto Pella, responsabile Politiche Giovanili ANCI
Intervento del Pogas
Intervento MUR
Presentazione dell’Avviso Pubblico ANCI-POGAS
Vincenzo Santoro, ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili ANCI
Tavola rotonda: Comuni di Roma, Vercelli, Cosenza, Genova, ERSU di Catania, ARDSU di Ferrara, ESU di Padova. Coordina Angelo Baggiani, delegato ai Rapporti con gli Studenti, Università di Pisa
Martedì 9 ottobre
ore 9.30
Il Diritto allo Studio Universitario dopo la riforma del Titolo V della Costituzione
Presiede Feliciano Polli, Responsabile nazionale Università e Innovazione ANCI
Introduzione di Norberto Tonini, segretario generale ANDISU
Gianfranco Simoncini, assessore DSU Regione Toscana
Interventi dei Comuni di Cagliari e Bologna
Coordina Antonio Santoro, presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Pisa
Intervento di Nando Dalla Chiesa, Sottosegretario di Stato al Diritto Studio Universitario
(orario da definire)
Dibattito con interventi dal pubblico
Sarà presto disponibile il programma della Conferenza Nazionale delle Città Universitarie, che si svolgerà a Pisa nei giorni 8 e 9 ottobre prossimi.
L'iniziativa vedrà la partecipazione di alcune fra le realtà universitarie da tutta Italia (enti per il DSU, atenei, comuni) che, in linea con quanto concordato nel protocollo di intesa firmato nel 2003 da ANCI-CRUI-ANDISU-CNSU, hanno già realizzato con successo nel proprio territorio progetti finalizzati all'integrazione degli studenti nel tessuto cittadino ospitante.
Ci auguriamo che lo scambio di idee e di esperienze che ne deriverà possa costituire un efficace stimolo per esperimenti simili nelle altre città universitarie del paese, anche alla luce degli stanziamenti ministeriali assegnati ai comuni tramite apposito bando che verrà presentato per la prima volta in Italia durante la tavola rotonda pisana.
La presenza del Sottosegretario al Ministero dell'Università e della Ricerca ci consentirà di conoscere e approfondire, nella seconda sessione di lavoro, i progetti del Governo in materia di diritto allo studio universitario, con un ampio dibattito che coinvolgerà rappresentanti delle regioni e degli enti, comuni, atenei e rappresentanze studentesche. Il confronto fra governo nazionale ed enti locali, in particolare, costituirà una valida occasione per formulare proposte ed evidenziare problemi, tenendo conto del nuovo scenario aperto dalla recente riforma del Titolo V della nostra Costituzione.
La Conferenza Nazionale delle Città Universitarie, organizzata dal Consiglio degli Studenti dell'Università di Pisa e promossa da ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e ANDISU (Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario), si svolgerà nei giorni 8 e 9 ottobre prossimi, secondo un calendario ancora in fase di elaborazione. Il ciclo di incontri previsto avrà per tema “I servizi agli studenti nelle Città Universitarie” e vedrà la partecipazione, fra gli altri, del Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, Giovanna Meandri, del Sottosegretario al Ministero dell'Università e della Ricerca, on. Nando Dalla Chiesa, del Presidente dell'ANDISU, Pietro Brandmayr e del Presidente dell’ANCI Toscana, Paolo Fontanelli. L'evento, che richiamerà nelle strutture del nostro ateneo rappresentanti di realtà universitarie da tutta Italia, vuole costituire un efficace momento di scambio di idee e di esperienze utile a favorire la promozione e la pubblicizzazione di progetti che abbiano come principale obiettivo quello di rendere più sostenibile la presenza degli studenti nelle comunità cittadine ospitanti. Il richiamo alla specificità dello status di Città Universitaria quale soggetto destinatario di progetti specifici e finanziamenti mirati non può che costituire, in questa prospettiva, un contributo fondamentale sulla strada di quella maggiore integrazione degli studenti nel territorio che da sempre chiediamo con forza.
In una fase caratterizzata da grandi cambiamenti nel sistema universitario del nostro paese, occorre più che mai un forte rilancio del ruolo della rappresentanza studentesca in tutti i processi di riforma. Per questo motivo è necessario che ogni studente faccia sentire la propria voce recandosi ai seggi del proprio ateneo il 16 e 17 maggio prossimi, per le elezioni del nuovo Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.
La recente riforma della didattica (DM 509/99) ha sconvolto completamente il vecchio modo di vivere gli atenei da parte di docenti e studenti, aprendo di fatto la comunità accademica alle nuove sfide dell’università di massa. A tutto questo non si sono accompagnati quegli interventi necessari a rendere sostenibile un modo del tutto nuovo di concepire il sistema, con risultati che hanno generato incertezza, compromesso la qualità della didattica offerta dalle nostre facoltà e pregiudicato il valore dei titoli acquisiti dai laureati italiani.
L'attuale struttura della formazione nel nostro paese non è ancora in grado di garantire un accesso al sapere libero e di qualità per tutti. Il frenetico ricorso allo strumento del numero chiuso da parte di molti atenei e gli sbarramenti tra il primo e il secondo livello introdotti dal DM 270/04 hanno tolto il velo alla consapevolezza di essere parte di un sistema che non riesce a garantire a tutti l'accesso ai più alti livelli della formazione universitaria. La persistenza del paradossale e grottesco fenomeno degli idonei non beneficiari di borsa diventa l'emblema di un diritto allo studio incapace di soddisfare i più infimi requisiti di garanzia di accesso da parte dei più deboli.
E' arrivato il momento di restituire all'Università la necessaria centralità nella crescita civile ed economica del nostro paese. Per far questo occorre, in particolare:
- Procedere a una radicale riforma del sistema del diritto allo studio, con la necessaria previsione di livelli minimi qualitativi e quantitativi dei servizi erogati omogenei su tutto il territorio nazionale, un aumento generale dei finanziamenti per le borse di studio e il superamento dello scandaloso fenomeno, tutto italiano, degli idonei non beneficiari.
- Porre in essere un sistema di valutazione serio ed efficace, che permetta una sana attuazione dell’autonomia universitaria e una competizione verso l’alto degli atenei basata su parametri di qualità.
- Arginare le derive classiste e le insidie applicative della nuova riforma della didattica targata Moratti-Mussi (DM 270/04), limitando il più possibile il ricorso allo strumento del numero chiuso per l’iscrizione ai corsi ed eliminando qualsiasi forma di sbarramento tra il primo e il secondo livello. Contestualmente, occorre lavorare sulla sostenibilità dei curricula didattici, procedendo a una riforma delle classi di laurea che le renda più vicine alle reali esigenze dello studente, mettendo freno alla proliferazione incontrollata dei corsi di studio e alla frammentazione dei programmi d’esame. Occorre, in ogni caso, ribadire la centralità del valore legale del titolo di studio.
- Prevedere un aumento consistente dei finanziamenti agli atenei, adeguando la spesa italiana per l’Università all’attuale media europea, pari al 2% del PIL. Tutto ciò anche nell'ottica del rifiuto di qualsiasi ipotesi di aumento delle tasse universitarie a carico degli studenti
- Procedere a una generale revisione dello status giuridico del personale docente, che ne renda finalmente chiari diritti e doveri, anche mediante meccanismi di contrattualizzazione della professione di professore universitario. A tal fine occorre riformare le procedure di reclutamento e di avanzamento di carriera dei docenti, privilegiare meccanismi meritocratici nelle progressioni stipendiali, nonchè superare la precarizzazione della figura del ricercatore indotta dalla riforma Moratti.
- Riformare il sistema di governance degli atenei, individuando un ragionevole punto di incontro tra i principi di democraticità e partecipazione nelle decisioni e le necessarie esigenze di efficienza nella gestione delle strutture. Occorre aumentare e rafforzare la rappresentanza studentesca all'interno degli organi di governo e rilanciare il ruolo delle commissioni paritetiche e dei Consigli degli Studenti nell'ambito dei meccanismi decisionali alla base del funzionamento delle nostre università.
- Prevedere sgravi fiscali e particolari prerogative per le categorie svantaggiate di studenti (lavoratori, disabili, fuori sede, ragazze madri, ecc). In particolare, è necessario il riconoscimento dello status giuridico dello studente lavoratore, con apposite norme che ne facilitino l'accesso ad appelli straordinari e orari di ricevimento ad hoc.
- Incentivare la mobilità internazionale degli studenti, aumentando la consistenza dei finanziamenti per l'attivazione di progetti socrates/erasmus e di borse di studio per tesi di laurea all'estero.
- Favorire l'integrazione degli studenti con il territorio nelle città universitarie, nell'ambito di un rapporto "simbiotico" tra Comuni, Atenei e Aziende per il Diritto allo Studio. Tutto ciò anche mediante la previsione di finanziamenti finalizzati all'attuazione di iniziative quali le agenzie per la casa e le carte studenti, nonchè l'istituzione di consulte e tavoli di concertazione università-territorio. A tal fine, occorre lavorare per un serio rilancio del protocollo di intesa ANCI-CRUI-ANDISU-CNSU, siglato nel 2003 ma rimasto finora sostanzialmente inattuato nella maggior parte delle città universitarie italiane.
- Rilanciare il ruolo dello sport come fattore di aggregazione sociale di tutti gli studenti. A tal fine occorre riformare i comitati di gestione delle strutture, prevedere la costruzione di nuovi impianti e facilitare l'accesso a quelli già esistenti da parte del maggior numero possibile di studenti.
Saranno questi i temi principali sui quali si concentrerà la nostra azione propositiva e di controllo all’interno del CNSU. Per aiutarci a dare più forza alle nostre idee, chiediamo il vostro sostegno alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.
Il 16 e 17 maggio
al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari
vota:

Si vota il 16 Maggio dalle 8.30 alle 19.00 e il 17 Maggio dalle 8.30 alle 14.00. Scheda Gialla.


Quando lo scorso anno la coalizione progressista guidata da Romano Prodi si aggiudicò seppur di poco la battaglia delle elezioni politiche, gran parte del mondo accademico del nostro paese ricominciò a guardare al futuro con ottimismo. Archiviati gli anni bui del ministero Moratti, un programma elettorale all’avanguardia sui temi della formazione e della ricerca rimetteva finalmente in primo piano il rilancio della centralità del sapere come motore dello sviluppo di una nazione in declino.
Passarono solo pochi mesi e la speranza di un cambio di marcia nelle politiche governative dovette presto fare i conti il drammatico dissesto delle finanze pubbliche, venuto alla luce durante il dibattito sulla prima Finanziaria della nuova legislatura. Un netto passivo del saldo dei trasferimenti agli atenei e un aumento del tutto insoddisfacente del fondo integrativo per diritto allo studio furono i duri colpi che il nostro sistema universitario dovette incassare nel nome delle necessità di risanamento dei conti pubblici, vero e unico leit motiv di una delle manovre economiche più difficili della storia repubblicana.
Se il problema dei finanziamenti trovò giustificazione nel dissesto delle casse dello Stato, analoghe attenuanti non potevano invece essere riconosciute ai provvedimenti legislativi promossi dal Ministro in materia di università a partire dalla scorsa estate, quando una serie gaffe istituzionali tolsero il velo alle reali intenzioni riformatrici del Governo sui temi della formazione e della ricerca.
Nel caldo estivo delle prime giornate di agosto, con una mossa a sorpresa degna del più audace degli strateghi, il Ministro Mussi firmava i decreti selle nuove classi di laurea, dando attuazione sostanziale al D.M. 270/2004, meglio conosciuto come riforma Moratti della didattica universitaria. Un testo fino ad allora contestato dalla maggioranza del movimento studentesco diventava così parte integrante dei piani di governo del centrosinistra, con buona pace di quanti avevano realmente creduto in quella inversione di tendenza promessa nel cospicuo documento programmatico diventato a pieno titolo manifesto della coalizione alla vigilia dell’appuntamento elettorale di primavera.
L’approvazione della Finanziaria 2007 e del Decreto Legge ad essa collegato segnò il lancio del secondo grande pilastro del programma del Governo in materia di formazione e ricerca. Il progetto dell’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (ANVUR) si concretizzava in una consistente previsione di spesa che avrebbe dovuto garantirne l’immediato insediamento. Non prima, ovviamente, che appositi provvedimenti ministeriali ne sciogliessero i nodi della composizione e delle funzioni. Fu proprio all’atto dell’elaborazione del suo regolamento che l’ANVUR veniva sostanzialmente indebolita da un improvviso colpo di mano del Ministro, che noncurante delle rivendicate necessità di indipendenza dell’agenzia avocava a sé il potere di nomina dei membri. La trasformazione del tanto atteso strumento di valutazione del sistema universitario in un organo di consulenza del Ministero non poteva che suscitare perplessità in quanti avevano sperato in una caratterizzazione realmente indipendente dell’ANVUR, che avrebbe dovuto farne un organo terzo rispetto tanto al potere governativo quanto a quello delle lobby accademiche. Messa al riparo dai rischi di lottizzazione e di spartizione partitica delle poltrone che un’eventuale nomina parlamentare avrebbe indotto, l’agenzia veniva tuttavia fortemente ridimensionata nella sostanza e inevitabilmente svuotata di significato perfino nella forma.
Un altro punto sul quale la politica del Governo non ha mancato di rivelarsi particolarmente deludente è quello relativo alla definizione dello status giuridico del personale docente. Su questo versante l’azione del Ministro, nonostante i proclami della prima ora, non ha mostrato particolare incisività, affidando ad una sostanziale reiterazione della (non)riforma Moratti il compito di definire le linee guida dei meccanismi di reclutamento dei professori. Uno status giuridico della docenza ancora praticamente inesistente e la precarizzazione della ricerca universitaria costituiranno le ovvie conseguenze dell’inefficacia dell’azione riformatrice del Ministro, ulteriormente aggravata dall’inerzia di una maggioranza parlamentare risicata, costantemente sotto ricatto delle lobby che nell’interesse particolare dei singoli senatori/docenti non possono che trovare fra o loro più validi strumenti di pressione.