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E' tutto pronto. Chitarre e cornetti nella notte prima della partenza. Ultimi minuti, scopone scientifico, sbadigli, caffè, sonno. A Roma clima tesissimo, ultime notizie innervosiscono l'attesa. Genova non aiuta.
Ma non c'è più tempo per pensare. Bisogna partire.
Postato 14/11/2008
alle ore 01:19
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L'incredibile susseguirsi degli eventi mi lascia ben poco tempo da dedicare al blog. Mentre cerco di districarmi tra incontri e assemblee (molti dei quali potrei risparmiarmeli tranquillamente), l'Onda non si arresta. Dopo l'assemblea regionale di preparazione del 5 novembre, si è tenuto ieri a Firenze il primo incontro nazionale degli atenei in agitazione.
Oltre 300 studenti da tutta Italia, con tanto di giornalisti e fotografi, più di 60 interventi, per produrre un documento che, di fatto, sancisce nella sostanza il fallimento dell'incontro e dà appuntamento all'assemblea nazionale del 15 e 16 novembre indetta dalla Sapienza occupata per decidere il futuro del movimento. Non ci resta che confidare nella grande manifestazione di venerdì prossimo, quando migliaia di studenti e lavoratori saranno per le strade di Roma a rivendicare la centralità dell'università pubblica nell'agenda politica del paese. Ne vedremo delle belle.
Postato 09/11/2008
alle ore 18:28
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LEcco quello che abbiamo combinato lo scorso 8 ottobre a Pisa. Dopo l'assemblea che vedete ritratta nella foto alcuni dei manifestanti hanno deciso di occupare il Polo Didattico Carmignani, la grande struttura adiacente alla piazza nella quale avevo messo in programma la presentazione dell'ultimo libro di Benni. Per la cronaca, lo spettacolo si è regolarmente tenuto, in un'aula stracolma, con l'autore più che soddisfatto e di fronte a un pubblico di oltre cinquecento appassionati.
Postato 14/10/2008
alle ore 23:57
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E' appena trascorsa una giornata incredibile. Prima l'assemblea con quella marea di gente seduta ad ascoltare tutti gli interventi, uno per uno, in Piazza dei Cavalieri (non se ne vedeva una così da decenni). Poi la serata magica di Benni, con un successo di pubblico andato ogni oltre previsione (ho visto gente andare via perchè non c'era letteralmente più centimetro libero per entrare nella sala).
Che dire, nel pomeriggio era successo l'incredibile e per un momento ho creduto che potesse andare tutto a puttane. Per fortuna, mi sbagliavo.
Postato 09/10/2008
alle ore 01:46
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Le immagini delle strade campane seppellite da cumuni immondi di rifiuti rappresentano l'emblema di un paese al capolinea, che nell'inerzia di una classe dirigente allo sbando distrugge se stesso e la propria dignità. Quando lo schifo e la sporcizia diventano un'emergenza nazionale vuol dire che i meccanismi di funzionamento di uno stato civile e moderno sono saltati e con essi gran parte della credibilità delle sue istituzioni democratiche. La rabbia dei cittadini che aggrediscono vigili del fuoco colpevoli di fare il loro dovere (chi il proprio dovere non lo fa, in Campania trova voti e consenso popolare, come è successo per la classe dirigente succedutasi in questi anni), che bruciano l'immondizia per strada sapendo di far male prima di tutto a loro stessi, è la rabbia contro uno stato che non esiste più, che ha tradito le sue funzioni primarie e non ha saputo garantire l'essenziale. Una vergogna tutta italiana riempie le pagine dei quotidiani internazionali, mette a nudo il nostro paese, mostrando al pianeta il peggio della nostra produzione nazionale, con un nuovo "made in Italy" che è destinato a diventare il nostro passaporto nei circuiti economici internazionali, affossando la già precaria credibilità del "sistema Italia" nel mondo.
Postato 11/01/2008
alle ore 15:43
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La sconcertante approssimazione con la quale i media descrivono l'intricatissimo universo delle città universitarie, con le sue criticità, virtù o contraddizioni, è emblema della superficialità che ammorba il punto di vista della politica e della società civile del nostro paese sul mondo dei giovani, così come su tutto ciò che ha a che fare con il futuro. Una campagna di stampa all'insegna del sensazionalismo a tutti i costi, infarcita di particolari morbosi e luoghi comuni, ha trasformato una tranquilla città umbra in una sorta di gomorra del sesso e della droga, dove giovani da tutte le parti del mondo sfiderebbero la noia dilettandosi in ogni genere di perversione. Paradigma, tutto ciò, del livello di degrado sociale che caratterizzerebbe la gioventù odierna, priva di valori e di punti di riferimento e come tale in preda a un'orgia morale di cui il tragico episodio di Perugia costituirebbe significativa testimonianza.
Mi pare, francamente, un'interpretazione piuttosto perbenista e oltremodo didascalica di una realtà che, come ho già scritto su queste pagine, risulta invece molto più complessa di quanto sembri a prima vista. Una realtà che politici e operatori della comunicazione non esitano ad analizzare con le categorie di una bigotta morale di provincia, che impedisce quell'analisi più profonda e articolata che invece il problema meriterebbe.
La verità è che le nostre università stanno progressivamente diventando dei luoghi dotati di una stranissima forma di extraterritorialità, dei "non luoghi", come li avrebbe definiti l'antropologo francese Marc Augè. Comunità prive di collante identitario, non gruppi sociali ma insiemi di individualità solitarie, nelle quali miriadi di soggetti, scaraventati poco più che diciottenni in un mondo privo di regole, si incontrano senza instaurare alcun tipo di legame. Le risposte della politica al disagio sociale che inevitabilmente ne deriva non possono che risentire dei deficit interpretativi ai quali poc'anzi facevo riferimento.
Accade così che le amministrazioni comunali si disinteressino completamente dei problemi degli studenti, salvo quando questi ultimi si assimilino a quelli, ben più sentiti, dell'ordine pubblico. Le politiche sul diritto allo studio universitario, lungi dal presupporre analisi di tipo qualitativo, si fossilizzano su obiettivi quantitativi, come il numero di borse di studio erogate o quello (generalmente piuttosto esiguo) di posti alloggio disponibili. Il carattere dichiaratamente assistenziale del sistema impedisce interventi di più ampio respiro che, anzichè fornire sussistenza a chi giace al di sotto della soglia di povertà, si adoperino per strappare tutti gli altri dalla giungla del mercato degli affitti, offrendo servizi, spazi di libera espressione della creatività, integrazione col territorio e rappresentanza istituzionale. Interventi che contribuiscano a rendere lo studente "cittadino" a tutti gli effetti, parte integrante di una comunità anzichè mera indivualità solitaria, soggetto sociale, investimento nel futuro anzichè fardello del quale liberarsi al più presto.
Postato 01/12/2007
alle ore 02:18
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Cari studenti,
la fretta con la quale ciascuno di noi è stato costretto a concludere l'ultima seduta del Consiglio degli Studenti non ci ha consentito di congedarci con la serenità che un'occasione di questo tipo avrebbe meritato. Non mi resta, quindi, che sfruttare gli indubbi vantaggi dello strumento telematico per offrire il mio ultimo contributo da rappresentante degli studenti a una discussione sull'organo che per due anni ho avuto l'onore di presiedere.
E' stato, quello appena trascorso, un mandato di transizione. Pur con fatica e con gli ovvi dissensi interni abbiamo cercato di trasmettere ai rappresentanti che verranno un regolamento di funzionamento che abbia quantomeno il placet del Senato Accademico per potersi definire tale. Nella Commissione per lo Statuto di Ateneo abbiamo fatto presente alcune delle criticità più evidenti nell'attuale inquadramento statutario del Consiglio. Finalmente, dopo quasi dieci anni, abbiamo chiesto ed ottenuto che un ufficio di segreteria si occupasse della gestione delle pratiche amministrative connesse al corretto e regolare espletamento delle funzioni del Consiglio, attribuendogli, di fatto, una dignità istituzionale della quale precedentemente era privo.
Ripristinate le necessarie condizioni di contorno, abbiamo cercato di adoperarci per rendere l'azione del Consiglio più incisiva sul piano dei contenuti. Il ruolo propulsivo in sede di stesura del nuovo regolamento sulla contribuzione studentesca e di quello sugli studenti lavoratori, i finanziamenti richiesti e stanziati per la manutenzione straordinaria delle aule studio, la puntualità con la quale si è proceduto a dare risposta alle richieste di parere inoltrateci dalle strutture amministrative (ha purtroppo fatto tristemente eccezione l'ultimo parere sulle modifiche al Regolamento Didattico di Ateneo), il successo della Conferenza Nazionale delle Città Universitarie, tenutasi recentemente nella nostra città, hanno messo in evidenza come anche in un organo composto da soli studenti si possa produrre un'elaborazione politica di buon livello, pur con le ovvie difficoltà derivanti dalla struttura stessa del Consiglio e dalle tradizionali rivalità interne tra liste.
Non sono mancate, inutile nasconderlo, difficoltà di ogni tipo. Eletto presidente nel dicembre di due anni fa, ho subito avuto l'impressione di essere stato scaraventato nel vuoto istituzionale di un organo che esisteva soltanto nella forma, privo di qualsiasi capacità pratica di influenzare le scelte strategiche del nostro ateneo. Il ripristino del naturale rispetto delle funzioni statutarie ad esso attribuite ha richiesto fatiche a non finire, costringendomi a lunghissime peregrinazioni tra gli uffici e a manifestazioni di dissenso di cui spesso ho riferito in Consiglio. L'inefficienza nella gestione delle pratiche amministrative è stata in gran parte risolta, ma molto c'è ancora da fare per consentire all'organo il superamento di quella storica autoreferenzialità che non ha fatto altro, negli anni, che renderlo del tutto avulso dalla realtà e ben lontano dai problemi che gli studenti vivono giorno per giorno fra le aule universitarie. A mio avviso, la riforma del regolamento elettorale del Consiglio (che lo renda finalmente eleggibile in maniera diretta) e una revisione dell'Art.16 dello Statuto di Ateneo, che gli attribuisca maggiori poteri nel campo della gestione dei servizi agli studenti e della valutazione interna della nostra università, costituiscono una "conditio sine qua non" imprescindibile, in assenza della quale mantere in vita un'assemblea di più di cinquanta membri, con tanto di gettoni di presenza e personale di segreteria, non avrebbe, a ragioin veduta, alcun senso.
Sperando di essere riuscito a dare degna rappresentanza agli studenti che mi hanno eletto, vi auguro tanta buona fortuna e vi saluto con affetto.

Antonio Santoro
Postato 01/11/2007
alle ore 16:55
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Conferenza nazionale nell'Aula Magna del Polo Carmignani

Le città universitarie a confronto

Atenei, enti per il diritto allo studio e amministrazioni locali discutono le iniziative da intraprendere per l'integrazione degli studenti nel tessuto delle città ospitanti

Ombelico del mondo universitario italiano. Pisa lo sarà per due giorni. La “Conferenza nazionale delle città universitarie” si svolge proprio nella città toscana e, dopo la giornata inaugurale metterà oggi a confronto alcune fra le realtà universitarie italiane più significative attraverso gli enti  - aziende per il diritto allo studio, atenei e comuni - che hanno già realizzato progetti finalizzati all’integrazione degli studenti nel proprio tessuto cittadino.

La conferenza, organizzata dal Consiglio degli studenti dell’Università e promossa dall’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e dall’Andisu (Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario), ha come titolo “I servizi agli studenti nelle città universitarie” e si svolge nell’Aula magna del Polo Carmignani (in Piazza dei Cavalieri). “Quella di Pisa è scelta quasi naturale - spiega Antonio Santoro, presidente del Consiglio degli studenti – dato che è la città universitaria per eccellenza, con un numero di studenti altissimo rispetto al numero di residenti”.

La prima giornata si è articolata in una serie d’incontri sul tema “La costruzione di un sistema di servizi per gli studenti nelle città universitarie”. “All’iniziativa – commenta Santoro – hanno partecipato realtà universitarie provenienti da tutta Italia, non solo studenti ma anche enti per il diritto allo studio, atenei e comuni che hanno già realizzato nel loro territorio progetti miranti all’integrazione degli studenti nel tessuto cittadino ospitante, per esempio il servizio ‘Infocasa’ del nostro Dsu. La speranza è che, grazie al confronto fra città universitarie con diverse esperienze, sia possibile dare uno stimolo ulteriore alla realizzazione di progetti e servizi adeguati in un sempre maggior numero di centri universitari”.

La tavola rotonda della prima giornata dei lavori, alla quale è intervenuto anche Roberto Marino Capo Dipartimento Politiche Giovanili e Attività Sportive della Presidenza del Consiglio, è stata coordinata dal professor Angelo Baggiani, delegato ai Rapporti con gli Studenti dell’Università, che ha presentato per la prima volta in Italia un bando cofinanziato studiato appositamente per assegnare finanziamenti ministeriali ai Comuni per incentivare i servizi agli studenti. Secondo Baggiani “per attivare servizi che vadano sempre più incontro alle necessità degli studenti occorre una forte sinergia tra università, enti per il diritto allo studio e la sfera politico-amministrativa cittadina in maniera da dare un forte sostegno a quell’insieme che è la città universitaria. La situazione pisana, grazie alla collaborazione tra noi, il Dsu ed il Comune, è buona grazie al dialogo che si è sviluppato in seno alla Conferenza Università Territorio, questo ci ha spinto a convocare l’odierna conferenza per avere un confronto ravvicinato con città universitarie simili alla nostra, dunque attendiamo con interesse le relazioni degli ospiti”.

In particolare, il tema della seconda giornata è “Il diritto allo studio universitario dopo la riforma del Titolo V della Costituzione”. E’ previsto, tra gli altri, un intervento di Nando Dalla Chiesa, Sottosegretario di Stato al Diritto Studio Universitario. “E’ un modo per discutere sui progetti del governo in materia di diritto allo studio universitario- commenta Santoro, che sarà anche il coordinatore della giornata - coinvolgendo nel dibattito anche i rappresentanti delle regioni e degli enti, comuni, atenei e rappresentanze studentesche. Sarà inoltre una buona occasione per formulare proposte ed evidenziare problemi, tenendo conto del nuovo scenario aperto dalla recente riforma costituzionale. Il mio auspicio è che le istituzioni cittadine si attivino per realizzare alcuni degli obiettivi del bando cofinanziato”.

Alice Barontini

Consulta il programma

 

Postato 10/10/2007
alle ore 00:31
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Leggete un po'..
L'ho appena trovato sul blog di Beppe Grillo:

Chi ascolta il discorso di un politico, invece di seguire le lezioni, acquista “crediti formativi”. E’ successo agli studenti universitari pisani presenti a un’orazione di Bertinotti. Chi dà il suo sostegno a un giudice che fa il suo dovere contro le cosche e le caste viene sospeso da scuola. E’ l’Italia che va...
Aldo Romagnino preside del liceo scientifico “Siciliani” ha sospeso i ragazzi che hanno protestato contro la “mastellata” del trasferimento, richiesto al Csm, del pm Luigi De Magistris. Il ministero della Pubblica Istruzione manderà i suoi ispettori? Il preside sarà deferito? Qualche preside d’Italia avrà il buon gusto di dissociarsi?
I cittadini italiani vanno intimiditi sin da piccoli. Se crescessero liberi e coraggiosi come i ragazzi calabresi di ammazzatecitutti domani potrebbero diventare dei nuovi pericolosi amanti di giustizia come Scopelliti e Borsellino.
La P2 aveva nel suo programma il controllo e l’influenza delle istituzioni, a partire dall’informazione. Piano quasi riuscito, manca solo la magistratura. In nessun Paese democratico è stata condotta una guerra totale contro la magistratura come in Italia con decine di giudici morti ammazzati, procure lasciate senza mezzi, leggi a favore dei delinquenti.
Dei ragazzi dimostrano di avere più palle e coraggio civile di tutti i parlamentari messi insieme e vengono sospesi.
Fate come loro e gridate, come gridano loro nelle piazze di Calabria, “1,100,1000 De Magistris”.
L’8 ottobre il Csm si pronuncerà sulla richiesta di trasferimento di De Magistris, un mese dopo il V-day. Stay tuned.

Ps: Firmate l’appello per la Giustizia e la Legalità in Calabria.

www.beppegrillo.it
Postato 30/09/2007
alle ore 22:56
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Associazione Nazionale dei Comuni Italiani

Associazione Nazionale degli organismi per il Diritto allo Studio Universitario

Comune di Pisa

Università di Pisa

Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario di Pisa

Consiglio degli Studenti dell'Università di Pisa


I servizi agli studenti nelle Città universitarie

Seminario nazionale, 8-9 ottobre 2007

Aula Magna del Polo Carmignani

Piazza dei Cavalieri


Programma

 

Lunedì 8 ottobre

 

ore 11.30

Saluti istituzionali

Paolo Fontanelli, Sindaco del Comune di Pisa

Marco Pasquali, Rettore dell’Università di Pisa

Aurelio Pellegrini, Presidente ARDSU di Pisa

Intervento di Leonardo Domenici, presidente Anci

Intervento di Pietro Brandmayr, presidente ANDISU


Pranzo
 

Ore 14.30

La costruzione di un sistema di servizi per gli studenti nelle Città universitarie

 

Presiede Roberto Pella, responsabile Politiche Giovanili ANCI
 

Intervento del Pogas

Intervento MUR
 

Presentazione dell’Avviso Pubblico ANCI-POGAS

Vincenzo Santoro, ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili ANCI

 

Tavola rotonda: Comuni di Roma, Vercelli, Cosenza, Genova, ERSU di Catania, ARDSU di Ferrara,  ESU di Padova. Coordina Angelo Baggiani, delegato ai Rapporti con gli Studenti, Università di Pisa



Martedì 9 ottobre

ore 9.30

Il Diritto allo Studio Universitario dopo la riforma del Titolo V della Costituzione

 

Presiede Feliciano Polli, Responsabile nazionale Università e Innovazione ANCI

Introduzione di Norberto Tonini, segretario generale ANDISU
 

Gianfranco Simoncini, assessore DSU Regione Toscana
 

Interventi dei Comuni di Cagliari e Bologna
 

Coordina Antonio Santoro, presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Pisa
 

Intervento di Nando Dalla Chiesa, Sottosegretario di Stato al Diritto Studio Universitario

(orario da definire)


Dibattito con interventi dal pubblico

Postato 27/09/2007
alle ore 14:52
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Sarà presto disponibile il programma della Conferenza Nazionale delle Città Universitarie, che si svolgerà a Pisa nei giorni 8 e 9 ottobre prossimi.

L'iniziativa vedrà la partecipazione di alcune fra le realtà universitarie da tutta Italia (enti per il DSU, atenei, comuni) che, in linea con quanto concordato nel protocollo di intesa firmato nel 2003 da ANCI-CRUI-ANDISU-CNSU, hanno già realizzato con successo nel proprio territorio progetti finalizzati all'integrazione degli studenti nel tessuto cittadino ospitante.

Ci auguriamo che lo scambio di idee e di esperienze che ne deriverà possa costituire un efficace stimolo per esperimenti simili nelle altre città universitarie del paese, anche alla luce degli stanziamenti ministeriali assegnati ai comuni tramite apposito bando che verrà presentato per la prima volta in Italia durante la tavola rotonda pisana.

La presenza del Sottosegretario al Ministero dell'Università e della Ricerca ci consentirà di conoscere e approfondire, nella seconda sessione di lavoro, i progetti del Governo in materia di diritto allo studio universitario, con un ampio dibattito che coinvolgerà rappresentanti delle regioni e degli enti, comuni, atenei e rappresentanze studentesche. Il confronto fra governo nazionale ed enti locali, in particolare, costituirà una valida occasione per formulare proposte ed evidenziare problemi, tenendo conto del nuovo scenario aperto dalla recente riforma del Titolo V della nostra Costituzione.

Postato 25/09/2007
alle ore 01:11
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La Conferenza Nazionale delle Città Universitarie, organizzata dal Consiglio degli Studenti dell'Università di Pisa e promossa da ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e ANDISU (Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario), si svolgerà nei giorni 8 e 9 ottobre prossimi, secondo un calendario ancora in fase di elaborazione. Il ciclo di incontri previsto avrà per tema “I servizi agli studenti nelle Città Universitarie” e vedrà la partecipazione, fra gli altri, del Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, Giovanna Meandri, del Sottosegretario al Ministero dell'Università e della Ricerca, on. Nando Dalla Chiesa, del Presidente dell'ANDISU, Pietro Brandmayr e del Presidente dell’ANCI Toscana, Paolo Fontanelli. L'evento, che richiamerà nelle strutture del nostro ateneo rappresentanti di realtà universitarie da tutta Italia, vuole costituire un efficace momento di scambio di idee e di esperienze utile a favorire la promozione e la pubblicizzazione di progetti che abbiano come principale obiettivo quello di rendere più sostenibile la presenza degli studenti nelle comunità cittadine ospitanti. Il richiamo alla specificità dello status di Città Universitaria quale soggetto destinatario di progetti specifici e finanziamenti mirati non può che costituire, in questa prospettiva, un contributo fondamentale sulla strada di quella maggiore integrazione degli studenti nel territorio che da sempre chiediamo con forza.

Postato 15/09/2007
alle ore 21:39
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L'ultimo Consiglio di Amministrazione dell'Università di Pisa ha approvato la revisione del regolamento sulla contribuzione studentesca in vigore dall'anno prossimo, recependo la proposta del Consiglio degli Studenti di vincolare la riforma a un piano di risanamento del bilancio finalizzato alla razionalizzazione dell'offerta didattica delle nostre facoltà, alla definizione di una scala di priorità negli investimenti edilizi e all'adozione di misure atte alla riduzione degli sprechi. Tutto ciò alla luce del cospicuo buco di bilancio che grava sulle casse del nostro ateneo, venuto alla luce nell'ultimo bilancio di previsione e destinato a raggiungere livelli mostruosi (oltre 200 milioni di euro nel 2010) su prospettiva pluriennale. Già all'inizio di quest'anno il Consiglio di Amministrazione, su parere peraltro favorevole del Consiglio degli Studenti, aveva attuato una serie di misure di contenimento della spesa, come il blocco del turn over del personale docente e non docente e il recupero delle economie realizzate nell'anno precedente dalle strutture decentrate. Questi provvedimenti avrebbero consentito, nel medio periodo, un rientro solo parziale del deficit, per colmare il quale si sarebbero ben presto rese necessarie misure ben più drastiche.
Evitando fin dall'inizio qualsiasi soluzione demagogica al problema, abbiamo partecipato costruttivamente alla seduta della Commissione Didattica di Ateneo, riunita per discutere una prima proposta di revisione della curva fiscale presentata dall'Amministrazione. Abbiamo accettato la trattativa, sollevando tuttavia nell'immediato alcune rilevanti pregiudiziali, tutte immediatamente accolte, come il divieto assoluto di oltrepassare la soglia del 20% prevista dalla legge nel rapporto gettito/FFO e la necessità di tutelare le fasce deboli qualsiasi fosse stato il testo approvato. Partecipando alle numerose sottocommissioni seguenti, abbiamo emendato la bozza iniziale e formulato proposte per un cappello politico introduttivo alla delibera che, facendo riferimento alla disastrosa situazione nazionale dei finanziamenti al sistema delle università pubbliche, contenesse un piano di risanamento del bilancio del nostro ateneo mediante misure di razionalizzazione della spesa e lotta agli sprechi. Solo quando il testo che recepiva nel concreto le nostre richieste è stato inserito nella delibera sul nuovo regolamento tasse 2007/2008, abbiamo espresso il nostro voto favorevole in un Consiglio di Amministrazione blindatissimo e assediato dalle proteste.
Grazie al nostro contributo, tutti gli studenti con un ISEE inferiore ai 30.000 euro pagheranno meno tasse. Quelli con ISEE inferiore ai 15.000 euro pagheranno la tariffa minima stabilita per legge. Solo gli studenti con ISEE superiore ai 30.000 euro pagheranno di più, con un aumento fino a 1830 euro per l'ultima fascia (ISEE maggiore di 55.000 euro). Gli studenti fuori sede usufruiranno di uno sconto (da noi proposto) del 15% sulla contribuzione, mentre a quelli con almeno un fratello o una sorella iscritti al nostro ateneo sarà concesso uno sconto del 5%.
Gran parte delle università del nostro paese sono gravate da disastrosi dissesti finanziari, dovuti solo in parte alla cattiva gestione che le ha caratterizzate negli ultimi anni. La Finanziaria del Governo Prodi ha ulteriormente aggravato il quadro, non riuscendo neppure ad adeguare l'aumento dei trasferimenti pubblici al tasso di inflazione. Mettere le mani nelle tasche degli studenti è la peggiore delle soluzioni al problema, alla quale tuttavia ben pochi atenei sapranno sottrarsi. Compito di una lista "di sinistra", quale la nostra fieramente si definisce, non può che essere quello di garantire la sostenibilità sociale dei "rimaneggiamenti", tutelando la fasce più deboli e scaricando gli aumenti delle tasse sulle categorie di studenti in grado di recepirli con minori conseguenze.
Questo abbiamo cercato di fare in questi giorni, con il consueto coraggio delle nostre idee e, soprattutto, certi di avere come sempre gli studenti dalla nostra parte.

Per saperne di più:

lista studentesca Sinistra per..
Più tasse? Meno sprechi!
Il coraggio delle proprie idee

Università di Pisa
"Approvato il nuovo regolamento sulla contribuzione degli studenti"
Delibera del Consiglio di Amministrazione
Regolamento sulla contribuzione degli studenti per il 2007/2008 (Allegato A)
Relazione Tecnica

La Nazione
Stangata sugli studenti. L'Ateneo aumenta le tasse
, 5 giugno 2007
Tasse universitarie, via agli aumenti. I rincari arrivano al 26 per cento, 6 giugno 2007
Tasse, aumento record. Il rettore Pasquali precisa: "Tutelate le fasce più deboli", 7 giugno 2007

Il Tirreno
Nuove tasse, studenti in rivolta. Il rettore chiama la Digos, 6 giugno 2007
Interrotto il cda, arriva la polizia, 6 giugno 2007
Una stangata di oltre il 20% sulle tasse universitarie: pagano i redditi medio-alti, 7 giugno 2007
Pasquali: le tasse colpiscono i ricchi, 7 giugno 2007

La Repubblica Firenze
Nuove fasce di reddito anche nell'Ateneo di Pisa, 6 giugno 2007

Il Sole 24 Ore
Meno fondi, Università in rosso, 5 giugno 2007
Postato 09/06/2007
alle ore 03:49
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E' andata come nessuno di noi si aspettava. Non è bastato l'eccellente risultato pisano in termini di consenso portato alla lista, nè l'entusiasmo e l'impegno col quale tanti compagni della sinistra toscana mi hanno appoggiato e sostenuto. L'angosciante debolezza delle liste di sinistra sul piano nazionale, unito al cinico gioco delle preferenze individuali (le nove schede nelle urne del mio ateneo e le elezioni degli organi centrali spalmate su tre giorni non potevano che rendere tutto più complicato), ci hanno condannato anche quest'anno e messo perentoriamente fuori gioco.
Voglio ringraziare di cuore lo straordinario gruppo pisano di Sinistra per.. che mi ha permesso di vivere questa indimenticabile esperienza in giro per l'Italia, i compagni della Sinistra Universitaria di Siena per l'impegno e l'affetto, tutta la Sinistra Giovanile toscana per il sostegno incondizionato al progetto di portare finalmente una rappresentanza della nostra regione all'interno del CNSU e tutti quelli che nelle più remote facoltà del collegio hanno creduto in me e scritto il mio cognome sulla scheda. Il nostro percorso non finisce qui, una semplice sconfitta elettorale non può in alcun modo cancellare quello straordinario patrimonio di esperienze messe insieme con passione in questi giorni.

Ancora grazie a tutti, di cuore.
Postato 21/05/2007
alle ore 01:14
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Categorie del post: politica, università, speciale elezioni 2007 Grazie per i vostri commenti|commenti (2)

In una fase caratterizzata da grandi cambiamenti nel sistema universitario del nostro paese, occorre più che mai un forte rilancio del ruolo della rappresentanza studentesca in tutti i processi di riforma. Per questo motivo è necessario che ogni studente faccia sentire la propria voce recandosi ai seggi del proprio ateneo il 16 e 17 maggio prossimi, per le elezioni del nuovo Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

La recente riforma della didattica (DM 509/99) ha sconvolto completamente il vecchio modo di vivere gli atenei da parte di docenti e studenti, aprendo di fatto la comunità accademica alle nuove sfide dell’università di massa. A tutto questo non si sono accompagnati quegli interventi necessari a rendere sostenibile un modo del tutto nuovo di concepire il sistema, con risultati che hanno generato incertezza, compromesso la qualità della didattica offerta dalle nostre facoltà e pregiudicato il valore dei titoli acquisiti dai laureati italiani.

L'attuale struttura della formazione nel nostro paese non è ancora in grado di garantire un accesso al sapere libero e di qualità per tutti. Il frenetico ricorso allo strumento del numero chiuso da parte di molti atenei e gli sbarramenti tra il primo e il secondo livello introdotti dal DM 270/04 hanno tolto il velo alla consapevolezza di essere parte di un sistema che non riesce a garantire a tutti l'accesso ai più alti livelli della formazione universitaria. La persistenza del paradossale e grottesco fenomeno degli idonei non beneficiari di borsa diventa l'emblema di un diritto allo studio incapace di soddisfare i più infimi requisiti di garanzia di accesso da parte dei più deboli.

E' arrivato il momento di restituire all'Università la necessaria centralità nella crescita civile ed economica del nostro paese. Per far questo occorre, in particolare:

-          Procedere a una radicale riforma del sistema del diritto allo studio, con la necessaria previsione di livelli minimi qualitativi e quantitativi dei servizi erogati omogenei su tutto il territorio nazionale, un aumento generale dei finanziamenti per le borse di studio e il superamento dello scandaloso fenomeno, tutto italiano, degli idonei non beneficiari.

-          Porre in essere un sistema di valutazione serio ed efficace, che permetta una sana attuazione dell’autonomia universitaria e una competizione verso l’alto degli atenei basata su parametri di qualità.

-          Arginare le derive classiste e le insidie applicative della nuova riforma della didattica targata Moratti-Mussi (DM 270/04), limitando il più possibile il ricorso allo strumento del numero chiuso per l’iscrizione ai corsi ed eliminando qualsiasi forma di sbarramento tra il primo e il secondo livello. Contestualmente, occorre lavorare sulla sostenibilità dei curricula didattici, procedendo a una riforma delle classi di laurea che le renda più vicine alle reali esigenze dello studente, mettendo freno alla proliferazione incontrollata dei corsi di studio e alla frammentazione dei programmi d’esame. Occorre, in ogni caso, ribadire la centralità del valore legale del titolo di studio.

-          Prevedere un aumento consistente dei finanziamenti agli atenei, adeguando la spesa italiana per l’Università all’attuale media europea, pari al 2% del PIL. Tutto ciò anche nell'ottica del rifiuto di qualsiasi ipotesi di aumento delle tasse universitarie a carico degli studenti

-         Procedere a una generale revisione dello status giuridico del personale docente, che ne renda finalmente chiari diritti e doveri, anche mediante meccanismi di contrattualizzazione della professione di professore universitario. A tal fine occorre riformare le procedure di reclutamento e di avanzamento di carriera dei docenti, privilegiare meccanismi meritocratici nelle progressioni stipendiali, nonchè superare la precarizzazione della figura del ricercatore indotta dalla riforma Moratti.

-      Riformare il sistema di governance degli atenei, individuando un ragionevole punto di incontro tra i principi di democraticità e partecipazione nelle decisioni e le necessarie esigenze di efficienza nella gestione delle strutture. Occorre aumentare e rafforzare la rappresentanza studentesca all'interno degli organi di governo e rilanciare il ruolo delle commissioni paritetiche e dei Consigli degli Studenti nell'ambito dei meccanismi decisionali alla base del funzionamento delle nostre università. 

-      Prevedere sgravi fiscali e particolari prerogative per le categorie svantaggiate di studenti  (lavoratori, disabili, fuori sede, ragazze madri, ecc). In particolare, è necessario il riconoscimento dello status giuridico dello studente lavoratore, con apposite norme che ne facilitino l'accesso ad appelli straordinari e orari di ricevimento ad hoc.

-      Incentivare la mobilità internazionale degli studenti, aumentando la consistenza dei finanziamenti per l'attivazione di progetti socrates/erasmus e di borse di studio per tesi di laurea all'estero.

-       Favorire l'integrazione degli studenti con il territorio nelle città universitarie, nell'ambito di un rapporto "simbiotico" tra Comuni, Atenei e Aziende per il Diritto allo Studio. Tutto ciò anche mediante la previsione di finanziamenti finalizzati all'attuazione di iniziative quali le agenzie per la casa e le carte studenti, nonchè l'istituzione di consulte e tavoli di concertazione università-territorio. A tal fine, occorre lavorare per un serio rilancio del protocollo di intesa ANCI-CRUI-ANDISU-CNSU, siglato nel 2003 ma rimasto finora sostanzialmente inattuato nella maggior parte delle città universitarie italiane.

-      Rilanciare il ruolo dello sport come fattore di aggregazione sociale di tutti gli studenti. A tal fine occorre riformare i comitati di gestione delle strutture, prevedere la costruzione di nuovi impianti e facilitare l'accesso a quelli già esistenti da parte del maggior numero possibile di studenti.

Saranno questi i temi principali sui quali si concentrerà la nostra azione propositiva e di controllo all’interno del CNSU. Per aiutarci a dare più forza alle nostre idee, chiediamo il vostro sostegno alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

Il 16 e 17 maggio
al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari

vota:

simbolo crociato

SANTORO




* Per votare occorre barrare il simbolo della lista e scrivere il nome e cognome (o solo il cognome) del candidato.


Si vota il 16 Maggio dalle 8.30 alle 19.00 e il 17 Maggio dalle 8.30 alle 14.00. Scheda Gialla.

 

 

Pubblicazione3

Postato 02/05/2007
alle ore 03:00
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Categorie del post: politica, università, speciale elezioni 2007 Grazie per i vostri commenti|commenti
Il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) è l’organo di rappresentanza
nazionale degli studenti, con compiti propositivi e consultivi su
tutto ciò che concerne provvedimenti governativi e progetti di legge
sull’Università.
Abbiamo deciso di candidarci per le prossime elezioni dell’organo allo
scopo di dare una dimensione nazionale ai principi e alle politiche per i
quali ci siamo sempre battuti nel nostro Ateneo. Proprio per questo motivo
riteniamo fondamentale una drastica riforma del C.N.S.U., nella direzione
di un rafforzamento dei suoi poteri e di un suo avvicinamento ai problemi
che gli studenti vivono giorno per giorno nelle nostre Università.
In una fase di grandi cambiamenti per il sistema della formazione e della
ricerca vogliamo ribadire la centralità delle rappresentanze studentesche
in tutti i processi di riforma. Un solido collegamento con le istituzioni nazionali
ci consentirebbe inoltre di garantire un efficace flusso di informazioni
alle battaglie che con costanza portiamo avanti ogni giorno nei nostri atenei.
Una didattica sostenibile e aperta alle nuove sfide dell’Università di
massa, un sistema di garanzia di diritto allo studio efficiente e omogeneo
su tutto il territorio nazionale, una valutazione degli atenei realmente incentrata
su parametri di qualità, il riconoscimento dello status giuridico del
personale docente saranno i temi sui quali si concentrerà la nostra azione
propositiva e di controllo all’interno del CNSU.
Per tutti questi motivi, il 16 e il 17 maggio prossimi (e non invece il 15 maggio
come per gli altri organi del nostro ateneo), chiediamo il sostegno degli
studenti al nostro candidato e alla lista unica distrettuale che abbiamo
deciso di sottoscrivere, nella convinzione che l’efficacia di una seria rappresentanza
politica sul territorio non possa prescindere da una organica
progettualità sui temi nazionali.

da: lista studentesca Sinstra per...
programma elezioni 2007


il 16 e 17 maggio
al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari

vota:
udu - liste di sinistra - liste democratiche
bozzeloghi
scrivendo:
Antonio SANTORO


* Per votare occorre barrare il simbolo della lista e scrivere il nome e cognome (o solo il cognome) del candidato.

Si vota il 16 Maggio dalle 8.30 alle 19.00 e il 17 Maggio dalle 8.30 alle 14.00. Scheda Gialla.
Postato 01/05/2007
alle ore 18:03
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Categorie del post: politica, università, pisa, speciale elezioni 2007 Grazie per i vostri commenti|commenti (1)

Quando lo scorso anno la coalizione progressista guidata da Romano Prodi  si aggiudicò seppur di poco la battaglia delle elezioni politiche, gran parte del mondo accademico del nostro paese ricominciò a guardare al futuro con ottimismo. Archiviati gli anni bui del ministero Moratti, un programma elettorale all’avanguardia sui temi della formazione e della ricerca rimetteva finalmente in primo piano il rilancio della centralità del sapere come motore dello sviluppo di una nazione in declino.

Passarono solo pochi mesi e la speranza di un cambio di marcia nelle politiche governative dovette presto fare i conti il drammatico dissesto delle finanze pubbliche, venuto alla luce durante il dibattito sulla prima Finanziaria della nuova legislatura. Un netto passivo del saldo dei trasferimenti agli atenei e un aumento del tutto insoddisfacente del fondo integrativo per diritto allo studio furono i duri colpi che il nostro sistema universitario dovette incassare nel nome delle necessità di risanamento dei conti pubblici, vero e unico leit motiv di una delle manovre economiche più difficili della storia repubblicana.

Se il problema dei finanziamenti trovò giustificazione nel dissesto delle casse dello Stato, analoghe attenuanti non potevano invece essere riconosciute ai provvedimenti legislativi promossi dal Ministro in materia di università a partire dalla scorsa estate, quando una serie gaffe istituzionali tolsero il velo alle reali intenzioni riformatrici del Governo sui temi della formazione e della ricerca.

Nel caldo estivo delle prime giornate di agosto, con una mossa a sorpresa degna del più audace degli strateghi, il Ministro Mussi firmava i decreti selle nuove classi di laurea, dando attuazione sostanziale al D.M. 270/2004, meglio conosciuto come riforma Moratti della didattica universitaria. Un testo fino ad allora contestato dalla maggioranza del movimento studentesco diventava così parte integrante dei piani di governo del centrosinistra, con buona pace di quanti avevano realmente creduto in quella inversione di tendenza promessa nel cospicuo documento programmatico diventato a pieno titolo manifesto della coalizione alla vigilia dell’appuntamento elettorale di primavera.

L’approvazione della Finanziaria 2007 e del Decreto Legge ad essa collegato segnò il lancio del secondo grande pilastro del programma del Governo in materia di formazione e ricerca. Il progetto dell’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (ANVUR) si concretizzava in una consistente previsione di spesa che avrebbe dovuto garantirne l’immediato insediamento. Non prima, ovviamente, che appositi provvedimenti ministeriali ne sciogliessero i nodi della composizione e delle funzioni. Fu proprio all’atto dell’elaborazione del suo regolamento che l’ANVUR veniva sostanzialmente indebolita da un improvviso colpo di mano del Ministro, che noncurante delle rivendicate necessità di indipendenza dell’agenzia avocava a sé il potere di nomina dei membri. La trasformazione del tanto atteso strumento di valutazione del sistema universitario in un organo di consulenza del Ministero non poteva che suscitare perplessità in quanti avevano sperato in una caratterizzazione realmente indipendente dell’ANVUR, che avrebbe dovuto farne un organo terzo rispetto tanto al potere governativo quanto a quello delle lobby accademiche. Messa al riparo dai rischi di lottizzazione e di spartizione partitica delle poltrone che un’eventuale nomina parlamentare avrebbe indotto, l’agenzia veniva tuttavia fortemente ridimensionata nella sostanza e inevitabilmente svuotata di significato perfino nella forma.

Un altro punto sul quale la politica del Governo non ha mancato di rivelarsi particolarmente deludente è quello relativo alla definizione dello status giuridico del personale docente. Su questo versante l’azione del Ministro, nonostante i proclami della prima ora, non ha mostrato particolare incisività, affidando ad una sostanziale reiterazione della (non)riforma Moratti il compito di definire le linee guida dei meccanismi di reclutamento dei professori. Uno status giuridico della docenza ancora praticamente inesistente e la precarizzazione della ricerca universitaria costituiranno le ovvie conseguenze dell’inefficacia dell’azione riformatrice del Ministro, ulteriormente aggravata dall’inerzia di una maggioranza parlamentare risicata, costantemente sotto ricatto delle lobby che nell’interesse particolare dei singoli senatori/docenti non possono che trovare fra o loro più validi strumenti di pressione.


da Qualcosa di Sinistra, marzo 2007
Postato 23/04/2007
alle ore 17:33
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Pisa, 7 novembre 2006

Ho appreso dalla stampa i nomi dei nuovi prorettori in carica per il quadriennio 2006/2010. A caldo non posso che esprimere forti perplessità per la scomparsa della carica di Prorettore agli Studenti, un tempo affidata alla professoressa Bertucelli, che si era distinta per una grande attitudine al dialogo con gli studenti e nella quale noi rappresentanti avevamo trovato un sicuro punto di contatto e di confronto, anche nei momenti più duri e di tensione con l'amministrazione dell'Ateneo.
Temo che la sostituzione della figura di prorettore con una semplice delega affidata a un consigliere di amministrazione rischi di svilire il ruolo fondamentale nella vita democratica della nostra comunità universitaria da sempre ricoperto dal Prorettore agli Studenti, nel quale dopo una campagna elettorale burrascosa (per la nomina del nuovo Rettore) noi studenti confidavamo non poco.
Specifico a tal proposito che tutte le scelte relative alla lista dei prorettori sono state adottate senza in alcun modo consultare le rappresentanze di categoria dell'ateneo, in particolare quelle studentesche, che più delle altre avevano potuto saggiare sulla propria pelle i risultati del lavoro della squadra prorettorale uscente. Io stesso ammetto il mio forte imbarazzo nell'aver letto sui giornali per la prima volta le nuove nomine, senza che neppure un incontro con il rettore avesse prima chiarito i dubbi che oggi pongo con preoccupazione.

Antonio Santoro
Presidente del Consiglio Degli Studenti
Università di Pisa
Postato 08/11/2006
alle ore 10:15
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